Lunedì 03 Agosto 2009 12:58
Vincenzo Petraglia
Wow!
Questa è l'esperienza giusta
per chi è in cerca di emozioni forti
non fini a se stesse ma capaci di
saziare la sete di bellezza
che giace, più o meno velata o
consapevole, in fondo all'animo di
ciascuno di noi!
Una
strabiliante sensazione capace di
infondere un senso di
libertà assoluto e,
in perfetta simbiosi con la natura
circostante, far sentire
chi vi si cimenta per qualche minuto
come un'aquila o un falco o
uno qualsiasi degli uccelli che ogni
giorno squarciano il cielo con le
loro traiettorie perfette.
Ho voluto
provarla in prima persona questa
esperienza resa possibile dal
cosiddetto Volo
dell'angelo, un impianto unico
in Italia (in Europa ce n'è
un altro simile, ma con dislivelli
minori, soltanto in Francia),
inaugurato poco più di due anni fa
durante i quali sono stati fatti
oltre dodicimila voli,
che si trova
in
Basilicata,
a una trentina di chilometri da
Potenza, il capoluogo di regione,
fra pinnacoli di rocce
che dalle lussureggianti
foreste che si estendono ai
loro piedi come un unico sconfinato
tappeto verde si stagliano verso il
cielo azzurro seguendo le linee di
bizzarre creature rocciose.

Ore 16, insieme a
due impavide amiche,
Mariangela e Raffaella, che
con me hanno deciso di provare il
grande volo, ci avviamo in
macchina da Potenza alla volta di
Castelmezzano (eletto fra l'altro
uno dei borghi più belli d'Italia) e
sul tragitto siamo già strabiliati
dalle viste e dai paesaggi che
attraversiamo...che non sono ancora
nulla - ignari come siamo di quel
che ci attende - rispetto a ciò che
vivremo di lì a poco.

Siamo
nello
splendido scenario naturalistico del
Parco
Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti
lucane,
guglie di arenaria risalenti a 15
milioni di anni fa, che per le loro
aguzze forme levigate dal vento
ricordano i più noti paesaggi
dolomitici del Trentino.
Imbracati a pancia in giù a due cavi
d'acciaio che collegano i paesini di
Pietrapertosa e Castelmezzano,
aggrappati come presepi fra le
guglie di roccia e divisi da
profondi strapiombi, si può
scorrazzare su nel cielo godendosi
panorami naturalistici davvero
mozzafiato.

Il primo tratto, con una lunghezza
di 1378 metri, parte da
Pietrapertosa, a 1020 metri
di altitudine, e arriva a
Castelmezzano, a 859 metri,
con un dislivello di 161 metri. Il
secondo che ha invece una lunghezza
di 1550 metri, parte da
Castelmezzano (1019 metri) e arriva
a Pietrapertosa (888 metri) con un
dislivello di 131 metri.
Ogni tragitto dura circa un minuto e
mezzo e si vola sospesi anche a 400
metri dal suolo ad una velocità che
tocca in alcuni punti i 120
chilometri orari. Numeri
che forse fanno rabbrividire, ma che
non devono scoraggiare a priori
perché di fronte al senso di
profonda libertà che si prova da
lassù immersi nel silenzio
più assoluto, dove l'unico rumore
che si ode è la voce del vento
vale forse la pena trovare quel
pizzico di coraggio in più per
lanciarsi!

Il volo d'altronde avviene
in estrema sicurezza,
un'esperienza che seppure
adrenalinica è meno violenta
non solo del coronarico
bunjee jumping ma anche
di tante altre attività
apparentemente più innocue, come per
esempio alcune giostre che
si trovano nei comuni luna park.
Anche perché trovandosi ad
un'altezza piuttosto consistente non
si percepisce affatto, tranne quando
si è in prossimità dell'arrivo
(visto che non si hanno punti di
riferimento vicini a sé), la
velocità alla quale si viaggia
mentre invece si gode di una
vista dall'alto superba sulle
montagne e i boschi circostanti.

Ore 17:30. Nome e
peso. Lo ripete Mariangela per la
prima volta e via...via a tutta
velocità in questo salto nel vuoto
con il rombo del vento che
inaspettatamente accarezza
dolcemente prima il suo e poi i
nostri volti stupefatti dinanzi a
tanta bellezza. È un po'
come una pellicola che non vorresti
mai smettere di guardare quella che
scorre sotto i nostri occhi
e quando tutti e tre ci ritroviamo
all'arrivo non possiamo che
abbracciarci per quanto abbiamo
vissuto e condiviso insieme.
Cominciamo a percorrere intanto il
breve tratto fra gli stretti vicoli
di Pietrapertosa che ci separa dal
punto di partenza per il secondo
volo impazienti di rivivere quella
stupenda emozione dall'alto.
Incontriamo anche un gruppo di
una cinquantina di ragazzi
abruzzesi, sfollati del terremoto
dell'aprilescorso,
ospiti della comunità lucana per
qualche giorno di vacanza nei
dintorni lontano dalle tendopoli.
Sono raggianti, sorridenti,
entusiasti per il volo
appena effettuato, pacificati, come
noi d'altronde, con loro stessi e la
maestosità della natura grazie a
quelle sensazioni appena
vissute che né loro né noi
dimenticheremo mai più!
Info:
www.volodellangelo.com
(le prenotazioni sono solo online).
Aperto tutti i giorni, tranne il
lunedì, fino al 13 settembre.
Biglietti: dal
martedì al sabato 30 euro, domenica
38 euro.
Come arrivare:
Autostrada A3 Salerno-Reggio
Calabria fino a Sicignano; da qui si
segue fino a Potenza il raccordo
autostradale che immette sulla
statale 407 Basentana e si prosegue
fino all'uscita Albano per
Castelmezzano o fino a Pietrapertosa.
foto e testi: Vincenzo
Petraglia
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Naturalia. Magnificando
Natura
Personale di Pittura di LUMETTA
26 luglio- 2 agosto 2009
Palazzo Parrella – CASTELMEZZANO (Pz)
INAUGURAZIONE: Domenica 26 luglio 2009 ore 18,30
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Sarà inaugurata domenica 26 luglio prossimo, alle ore 18.30, nella
Sala mostre di Palazzo Parrella a Castelmezzano (Pz), la personale
di pittura dell’artista pugliese Lumetta.
La rassegna, dal titolo “Naturalia. Magnificando Natura”, è promossa
e curata dallo Studio d’Arte Il Santo Graal di Potenza,
e si svolge con il patrocinio del Comune di Castelmezzano, e
in collaborazione con la Proloco locale, la promotrice eventi
di Palazzo Parrella Nunzia Valluzzi, e “Le Onde” Acquapark
di Venosa.
Nell’incantevole scenario delle Dolomiti Lucane, tra le viuzze del
centro storico di Castelmezzano, luogo di pregio
naturalistico inserito tra i “Borghi più belli d’Iatlia”, il
settecentesco Palazzo Parrella ospita la “magnificazione della
natura” nelle tele della pittrice Lucia Caricone, in arte
“Lumetta” e nelle immagini titaniche di frutti, ortaggi e fiori:
“Nei dipinti di Lumetta
-spiega
Grazia Pastore, Direttore artistico de “Il Santo Graal” e
curatrice della rassegna-
le macro seriali dedicate al mondo vegetale sono delineate con
puntiglioso iperrealismo nel quale, tuttavia, l’artista racconta il
suo bisogno poetico di sublimare la sacralità della natura,
evocando, nella perfetta e silenziosa rappresentazione dell’oggetto,
la necessità quasi fanciullesca di esaltarne e preservarne
l’armonia. Il tentativo è quello di scongiurare la paura di vederne
compromessa la purezza, aggredita dagli interventi artificiosi
dell’uomo”.
La mostra “Naturalia. Magnificando Natura” sarà visitabile nella
Sala mostre di Palazzo Parrella fino al 2 agosto prossimo, tutti i
giorni dalle 11 alle 13 e dalle 18 alle 21, con ingresso libero.
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NOTE BIOGRAFICHE
Lucia Caricone, in arte “Lumetta”,
è nata a Carapelle (Foggia). Fin da giovanissima matura interesse
per la storia dell’arte e le tecniche pittoriche che approfondisce
frequentando lo studio del prof. Salvatore Del Vecchio. Esordisce
come autodidatta ma in seguito consegue la laurea in Arti visive e
discipline dello spettacolo nel corso di Pittura all’Accademia di
Belle Arti di Foggia. Predilige dipinti ad olio su tela ma anche
tecniche miste, incisioni, affreschi, mosaici e sculture. Alla fine
degli anni ’90 inizia ad esporre in gallerie italiane ed europee.
Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche come la
Quadreria del Castello Svevo di Trani (Bari) e la galleria “Il mondo
dell’Arte” di Roma. Tra le sue personali: a Sanremo nel 2003, a
Potenza nel Museo Archeologico Provinciale, 2005; a Trani (BA) nel
Castello Svevo, 2007.
Potenza, 24 luglio 2009
Ufficio Stampa Studio d’Arte Il Santo Graal:
cell. 334-5935820
Info Mostra:
cell. 333-2763797
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LA BUSSOLA -
LASTAMPA.IT |
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18/7/2009 - In
uno spettacolare scenario naturale |
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In volo sulle dolomiti
lucane |
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A Castelmezzano il
brivido di scivolare per aria su un cavo
d''acciaio |
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CARLA DIAMANTI |
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Il
sole è sempre cocente, da queste parti. Lo
si capisce dai segni che gli ha lasciato
sulle guance brune e sulla fronte, che ora
ripara dal riverbero con la mano. Protetto
dall''esiguo spazio di ombra delle sue
stesse dita, lo sguardo di Giovanni sale
verso l''alto trascinando come un magnete
anche il nostro, riparato dietro gli
occhiali da sole. Veloce, una sagoma lunga
attraversa il cielo. "Arrivano da mezzo
mondo", ci informa Giovanni, "perché pare
che in Italia queste emozioni le possano
provare soltanto qui".
La mano si stacca dalla fronte per disegnare
un arco. Percorre in linea d''aria
l''orizzonte disegnato dalle vette
frastagliate che le leggende popolari hanno
ribattezzato gufo, aquila reale, civetta,
bocca di leone. Le riconosciamo subito anche
noi, le sagome dei racconti, seguendo il
gesto di Giovanni.
Ma le emozioni di cui parla sono ben altre.
Per provarle, appunto, arrivano proprio da
mezzo mondo in questo angolo misconosciuto
di Italia per provare il brivido di
scivolare sospesi in aria su un cavo
d''acciaio il percorso più lungo d''Europa.
Millecinquecento metri insaccati dentro
un''imbracatura, protetti da un casco e
preparati per una memorabile scarica di
adrenalina.
Il viaggio dura poco, appena un minuto e
mezzo (a una velocità che sfida i 120
chilometri orari) ma se si riesce a tenere
gli occhi aperti per tutto il tragitto il
ricordo della gola a strapiombo, punteggiata
dai fiori gialli delle ginestre e dei tetti
delle case di pietra arroccate agli speroni
rocciosi sono indimenticabili. Se invece la
velocità e l''emozione spingono le palpebre
a congiungersi strette strette, allora si
replicherà dal divano di casa, riguardandosi
l''impresa filmata con una telecamera che si
può noleggiare prima di volare.
Lo scenario su cui ci si libra è quello
maestoso del parco nazionale Gallipoli
Cognato, un lembo di terra che abbraccia le
province di Matera e di Potenza. Un''oasi di
foreste verdi interrotte dal giallo dei
fiori della Linaria Dalmatica, piuttosto
rara in Italia, e segnate da sentieri e
mulattiere che salgono per i boschi e
guidano gli appassionati di birdwatching. Le
guglie appuntite delle montagne nascondono
nidi di nibbi reali, di gheppi e di falchi
pellegrini, mentre assomigliano a nidi anche
le casette appollaiate sulle rocce.
Sparpagliati nel parco i borghi medievali,
molti nati da fortificazioni costruite dai
saraceni, disegnano un paesaggio irreale,
quasi lunare.
La suggestione ci accompagna mentre
guardiamo la valle ascoltando Giovanni, che
ci racconta la storia di questi luoghi.
Pietrapertosa, per esempio, ha un nome che
ricorda in dialetto la roccia forata ("pertusa",
appunto). La scalinata su cui ci siamo
inerpicati seguendolo per i vicoli è molto
antica e ci ha portato fino al balcone del
belvedere, un angolo privilegiato per lo
spettacolo sulla valle del Basento e sullo
scenario del "volo dell''angelo". Le antiche
scale di pietra, che insieme al torrione
ricordano il primo abbozzo di quello che ha
appena ricevuto il riconoscimento per essere
uno dei borghi più belli d''Italia,
risalgono al periodo normanno quando
Pietrapertosa crebbe attorno alla prima
fortificazione dell''anno Mille, opera dei
saraceni. La valle ai nostri piedi è
maestosa e fa da contrappunto singolare alle
piccole case del paese, schiacciate lungo
stradine ripide e tortuose, abbellite da
minuscoli orti ricavati nei pochi spazi
disponibili e creati con terra di riporto.
Sembra quasi impossibile che proprio qui,
dove il tempo sembra immoto, si venga a
sfidare la paura. Da qui infatti parte la
linea di San Martino, la più corta (1415
metri di lunghezza, fino a una velocità
massima di 110 chilometri orari) delle due
su cui si sperimenta il "volo dell''angelo".
All''estremità opposta del cavo di acciaio,
Castelmezzano dall''alto dello sperone cui è
ancorato aspetta gli spericolati e a sua
volta ne lancia altri lungo la linea
Peschiere, sulla quale si raggiunge la
velocità più elevata. Unito al suo
dirimpettaio dallo stesso riconoscimento che
lo include tra i borghi più belli d''Italia,
Castelmezzano accoglie i visitatori oltre
una galleria scavata nella roccia che
serpeggia fra le case e culmina sulla
piazzetta del belvedere. Balconi fioriti,
case arroccate, scalinate che tratteggiano
il borgo quasi come se fossero tagliuzzate
con gigantesche forbici: questo è oggi
l''antico bastione medievale fortificato in
epoca saracena ma fondato, secondo i
racconti di Giovanni che ci riporta le
credenze popolari, da un pastore in fuga
proprio dai saraceni e che perciò decise di
nascondersi su questi monti.
Poco più di mille metri di altitudine ma un
aspetto scarno e selvaggio, tanto che queste
vette sono conosciute come le Piccole
Dolomiti Lucane, meno conosciute ma
altrettanto affascinanti delle più famose
cime del nord est d''Italia (queste ultime
da poco inserite nella lista dei Patrimoni
dell''Umanità). Chissà se sono state proprio
le impervie vie di comunicazione, quelle
stesse che hanno contribuito a mantenere
integro questo territorio e le sue
popolazioni, a suggerire l''idea di
annullare le distanze attraverso un cavo di
acciaio sospeso. Chissà se è stato invece il
piacere di condividere lo spettacolo
mozzafiato che si coglie soltanto
dall''alto.
Continuiamo a interrogarci, mentre con lo
sguardo seguiamo gli intraprendenti uomini
volanti appassionati del brivido. Noi, dal
belvedere di Pietrapertosa bagnato di sole,
ci godiamo il brivido del panorama: anche
quello merita un viaggio.
Dolomiti lucane dall''alto
Fino al 23 settembre tutti i giorni tranne
lunedì (ad agosto aperto anche di lunedì) è
possibile sperimentare il "volo
dell''Angelo" su due percorsi con dislivello
di 118 e 130 metri. Si parte poco oltre i
mille metri di quota e si vola fino a 120
chilometri orari in circa un minuto e mezzo.
Per immortalare il momento è possibile
noleggiare una telecamera da portare durante
il volo. Il costo del biglietto è di 30 euro
fino al sabato e di 38 euro la domenica.
Bisogna avere minimo 16 anni e pesare tra 35
e 120 chilogrammi.
Per informazioni: tel. 0971.986020 (Castelmezzano)
e 0971.983110 (Pietrapertosa),
www.volodellangelo.com
Per dormire: Le Costellazioni (a
Pietrapertosa, tel. 0971.983035,
www.borghidibasilicata.eu) è il primo
"albergo diffuso" della regione. 13
autentiche case tipiche (c''è persino il
vecchio locale della posta) trasformate in
punti di accoglienza anche con uso di cucina
e ribattezzate con i nomi delle
costellazioni. Prezzi da 36 euro per persona
con prima colazione
Per mangiare: I sapori del parco (Contrada
Battaglia, Pietrapertosa, tel. 0971.983006)
è un ristorante di cucina regionale aperto
in una casa colonica, dove ci sono anche
venti posti letto. Aperto solo nei fine
settimana e nei giorni feriali su
prenotazione.
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CASTELMEZZANO, “IL PERCORSO
DELLE SETTE PIETRE”
13, Luglio 2009
Presso la sala
del consiglio del municipio di Castelmezzano, giovedì 16
luglio alle ore 16:00, si terrà la conferenza stampa sul
“Percorso delle sette pietre”.Il progetto recupera un
antico sentiero contadino di circa 2 km di collegamento
tra Castelmezzano e Pietrapertosa,
traendo ispirazione dai racconti, tramandati oralmente
fra le generazioni e dall’immaginario collettivo su cui
si fonda il testo “Vito ballava con le Streghe” di Mimmo
Sammartino. Lungo il sentiero la narrazione si traduce
in forme visive, sonore ed evocative e diventa una
storia incisa su pietra, in sette tappe: destini,
incanto, sortilegio, streghe, volo, ballo e delirio. Il
taglio del nastro avverrà domenica 19 luglio alle ore
9:00 a Pietrapertosa alla presenza delle massime
autorità locali ed istituzionali, dei soggetti partner
dell’evento, dell’autore del testo Mimmo Sammartino.
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Castelmezzano, un paesino tanto sconosciuto
quanto bello
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Si trova in Basilicata, secondo il sito di
viaggi americano Budget Travel, la migliore località del pianeta tra
quelle di cui non si è mai sentito parlare. Seguono Caraiva in
Brasile, Estacada negli Usa, Irgalem in Etiopia, Puerto Angel in
Messico, la regione dello Jura in Francia, Jomsom in Nepal e
Sangkhlaburi in Thailandia.
E' Castelmezzano, un paese incastonato tra le montagne lucane di cui
la maggior parte degli italiani probabilmente non ne conosce nemmeno
l'esistenza, il più bel posto sconosciuto al mondo. A stilare la
classifica Budget Travel, un portale di New York che ha chiesto a 10
persone di descrivere alcuni luoghi 'scoperti' recentemente di cui
non si è mai sentito parlare. Accanto al paesino della Basilicata ci
sono Caraiva in Brasile, la regione di Baranja in Croazia, Estacada
negli USA, Irgalem in Etiopia, Wroclaw in Polonia, Puerto Angel in
Messico, la regione dello Jura in Francia, Jomsom in Nepal e
Sangkhlaburi in Thailandia. Per quanto riguarda Castelmezzano la
scoperta, in senso turistico, è di Enrico Pizzorni, un piemontese
con un passato da ciclista alle spalle, che una sera - mentre
perorreva in bici le vie delle 'Dolominiti Lucane' - si è imbattuto
subito fuori da una galleria scavata nella roccia in una serie di
case arroccate in una gola rocciosa con i tetti in lastre di pietra
arenaria e sotto le quali innumerevoli sottoportici uniscono ripide
scalette, stradine e piazzette. Pizzorni consiglia anche di visitare
il Becco della Civetta, un ristorante a gestione familiare che cerca
di preservare le specialità culinarie tipiche della tradizione
lucana, come i cavatelli con mollica di pane. ''Hanno ricette che
non si trovano neppure nei paesi limitrofi'', afferma Pizzorni che
raccomanda di non lasciarsi sfuggire, dopo cena, la visita ai resti
del fortilizio normanno-svevo, là dove la vedetta della guarnigione
militare sorvegliava la sottostante valle del Basento. "E' molto
romantico- afferma - l'Italia è piena di questi posti sconosciuti".
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CASTELMEZZANO, IL SINDACO SU RICONOSCIMENTO
MENSILE USA
Il sindaco di Castelmezzano Nicola Valluzzi esprime a nome della
Giunta e dell’intera Amministrazione comunale “grande soddisfazione
per il ‘planetario’ riconoscimento attribuito alla bellezza di
Castelmezzano dal mensile di viaggi americano Budget Travel”.
Un riconoscimento – aggiunge - “merito in larga parte della
intrinseca e naturale suggestione di un borgo di pietra costruito
nella roccia mille anni fa e maestosamente dominato dalle dolomiti
lucane, ma anche il riconoscimento all’iniziativa e alle azioni di
sviluppo portate avanti in questi anni da un gruppo di giovani
amministratori unitamente alla forte condivisione dell’intera
comunità locale”.
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