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EUGENIO SANTORO Un artista che non torna più nella sua Patria |
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Eugenio Santoro |
Il Museo dell’Art Brut di Losanna invita a scoprire l’universo dell’emigrato italiano Eugenio Santoro, per una vita operaio nel Giura bernese.
Figure fuori dai canoni. Animali e donne scolpite, forme atipiche e misure gigantiche. |
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La Maria Maddalena di Eugenio Santoro
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Eugenio Santoro, classe 1920, non è andato a Losanna per visitare la
mostra dedicata alle sue creazioni. E non ha intenzione di farlo: “Forse
per la paura di non essere all’altezza, di non sapersi spiegare”, scrive
il curatore Maurice Born. Figlio del mezzogiorno italiano
La
storia di Eugenio Santoro inizia a Castelmezzano, un paese arroccato sulle
Dolomiti lucane. La Basilicata – o Lucania - è una regione aspra e
bellissima, dove Carlo Levi ha ambientato il romanzo “Cristo si è fermato
ad Eboli”. Terra di vestigia saracene e bizantine, chiese rupestri e
un’incredibile varietà di paesaggi ancora oggi intatti – dal mare azzurro
di Maratea alle vette del Parco nazionale del Pollino.
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Eugenio Santoro 09.11.1987
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Via dalla Lucania
Non
sarebbe più tornato in patria. Forse questo fatto, e una certa leggerezza,
ingannano i curatori della mostra di Losanna, che descrivono Castelmezzano
in termini foschi davvero: “Come tutta l’antica Lucania, una terra che si
fugge appena possibile”, una regione “Ferma nel tempo, priva di avvenire”
e persino “un paese di briganti, una mafia che lo Stato italiano ha
rinunciato a piegare”. Una vita in fabbrica
Santoro non ha mai imparato il francese: non serviva per lavorare in
catena di montaggio con altri immigrati. E non era il tipo che frequentava
caffè o ristoranti. Era un immigrato italiano silenzioso e rispettoso, che
lavora sodo e la sera tornava a casa dalla sua famiglia. L’arte in magazzino
Ancora oggi, Eugenio Santoro lavora nel suo giardino di Courtelary, pochi
chilometri da Berna. E continua a crescere la sua galleria di personaggi.
Piccole statue e progetti gigantici, che scolpisce all’aperto e poi
trasporta in un magazzino per custodirli perfettamente imballati e
incartati. Si ringrazia:
http:// www.swissinfo.org
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