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Il Mistero della presenza dei Templari a Castelmezzano
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La Chiesa di Santa Maria dell'Olmo
La Chiesa Santa Maria dell'Olmo dovrebbe avere le stesse dimensioni del Tempio di Salomone a Gerusalemme
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Partendo dai piccoli segni, don Mimmo Beneventi cerca di ricostruire la storia del paese. Le coincidenze di Castelmezzano Luogo che rivela e cela. Castelmezzano si racchiude in questa definizione di don Mimmo Beneventi. Un luogo di straordinaria bellezza, arroccato sui monti, difeso e protetto da rocce che ne segnano i contorni. Ma Castelmezzano non è solo in quelle rocce. Sparsi, come se qualcuno non avesse voluto far perdere le proprie tracce, ci sono una serie di segnali. Don Mimmo non ci crede quando lo dice, ma continuamente parla di ipotesi e coincidenze. Tante che si potrebbe riempire un libro. E tutte si legano, in una maniera o nell'altra, ai Templari. La prima coincidenza sta nel nome di quella che è la chiesa principale di Castelmezzano: Santa Maria dell'Olmo. Qualcuno potrebbe obbiettare che il nome deriva da quell'olmo che sorgeva proprio accanto alla chiesa, abbattuto solo intorno agli anni Settanta del Novecento. Però già qui di coincidenze, sostiene don Mimmo, ce ne sono due. La prima: l'olmo ha un significato particolare per i Templari, è una pianta sacra che significava capienza e perfezione. il fatto che si trovasse proprio vicino alla chiesa è un primo elemento di interesse. La seconda coincidenza: l'albero è stato piantato in prossimità di una sorgente. La perfezione, simboleggiata dall'olmo, si ottiene solo andando alla sorgente (Cristo), la parte più sacra e più vera. Con la sicurezza di chi ha studiato a lungo quelle tracce, don Mimmo continua il suo elenco di "coincidenze. a destare attenzione è il fatto che la chiesa Santa Maria dell'Olmo sia costruita, spiega don Mimmo, a immagine del Tempio si Salomone a Gerusalemme. Va ricordato, per comprendere meglio questo particolare, che i primi Templari si insediarono nella moschea di Al-Aqsa, costruita sulle rovine del Tempio di Gerusalemme, attribuito a Salomone. Di qui anche il nome dell'Ordine. L'ingresso, che non coincide con quello attuale della chiesa, era sulla parte anteriore, rivolto a Oriente. E questo è un altro elemento interessante. Attualmente è possibile vedere solo una porticina murata, sovrastata da una architrave triangolare, al cui interno è scolpita una croce, che qualcuno sostiene di essere templare. Anche gli spigoli appaiono arrotondati, come si può vedere sulla parte posteriore di Palazzo Coiro, vicino fisicamente ala chiesa. Un elemento architettonico, questo, che immediatamente fa pensare alle strutture orientali. Non ci sono documenti certi, tiene a spiegare don Mimmo, stiamo cercando di risalire alla storia di questo paese dai segni. un percorso difficile, che fa compiere allo studioso il lavoro dell'archeologo. L'interno della chiesa riserva anche altre sorprese. Per cominciare c'è la statua della madonna dell'Olmo. Una statua particolare, che rappresenta la Vergine con una palla in una mano e nell'altra il Cristo già adulto. La palla, solitamente, nelle statue e collocata sul palmo della mano di Gesù, in quanto simbolo del potere. I Templari, però, avevano una particolare venerazione per la Madonna. Il fatto, quindi, che la palla (il potere) sia collocata nelle sue mani è un'altra coincidenza. Ma l'elemento ancora più misterioso è rappresentato da una piccolissima effige quasi "abbracciata" da ben tre cornici. La prima piccola come l'immagine, una seconda ricca di orpelli, con piccole facce che richiamano alla memoria il mito del Bafometto, la terza ancora più grande, quasi a chiudere un cerchio. Sulla piccola effige anche una data, su cui ancora ci sarebbero delle incertezze. Anno Domini 1112 o 1117? Don Mimmo propende per il 1117, anno che più si avvicina a quelle che sono le prime testimonianze dell'esistenza dell'Ordine dei Templari, ovvero 1118. Nel 1118, si legge in una testimonianza di Guglielmo di Tiro, alcuni pii nobili timorosi di Dio, del rango di cavalieri, e devoti del Signore, professarono di voler vivere perpetuamente in povertà, castità e obbedienza. Al cospetto del patriarca si votarono al servizio di Dio come regolari canonici. I primi e i più illustri tra questi furono Hugues des Payns e Geoffroy de Saint-Omer. Ma la domanda è: perchè tante cornici attorno a un'effige così piccina? Quale il valore di quell'immagine? E' possibile che racchiuda una reliquia importante come la Sacra Spina portata da Gerusalemme e donata dalla famiglia De Lerma all'Ordine di Gerusalemme (ci sarebbe anche una bolla a testimonianza di un dono)? A tutto ciò si aggiunga anche un altro elemento. Nelle due piccole nicchie che circondano la cornice sono inserite due statue: una delle due, quella con la barba, è comunemente conosciuta in paese come la raffigurazione di Pietro l'eremita, figura essenziale nella preparazione di quella che venne chiamata la "crociata dei poveri", che si concluse con un bagno di sangue di cristiani partiti per battersi contro i cosiddetti infedeli. Coiro, Maglitta, Paternò e Campagna: ricche famiglie di Castelmezzano, i cui membri appartenevano alla Massoneria e si tende a credere che i Templari siano all'origine sia dei riti che di var rami della Massoneria. Quest'ultima, come spiega Massimo Introvigne (Centro Studi nuove Religioni) in uno speciale pubblicato nello scorso Luglio sulla rivista Focus, derivava dalle corporazioni di mestiere, in cui gli addetti si tramandavano le conoscenza tecniche. Accanto agli architetti c'erano muratori, carpentieri e altre figure di umili origini. Alla Massoneria mancavano, insomma, un passato e una simbolegia illustre, e i Templari erano perfetti allo scopo. Per completezza di informazione, bisogna sottolineare che Antonella Pellettieri, autrice del libro "Militia Christi in Basilicata", ha specificato che a Castelmezzano non risulta nessuna presenza dell'Ordine dei Templari. Nessun documento in suo possesso, infatti, accenna al piccolo comune sulle "Dolimiti Lucane". Per don Mimmo Beneventi, invece, le cose stanno in maniera diversa. Ci sono tanti elementi, spiega il parroco, che sembrano andare nella stessa direzione e che meritano giustizia. |
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La Croce L'Ingresso, che non coinciderebbe con quello attuale della Chiesa di Castelmezzano, era sulla parte anteriore, rivolto ad Oriente. E' questo è un altro elemento interessante. Attualmente è possibile vedere solo una porticina murata, sovrastata da un architrave triangolare, al cui interno è scolpita una croce Templare. |
L'Architettura C'è un accenno della colonna. Gli spigoli della parte posteriore dell'antico Palazzo Coiro, che è collegato alla chiesa, sono arrotondati e non squadrati, come nel costume orientale. Palazzo Coiro, che apparteneva a una delle famiglie più influenti del paese, è una delle costruzioni che circondano la chiesa. |
La Statua
Una statua particolare, che rappresenta la Madonna che in una mano tiene una palla e nell'altra il Cristo già adulto. La palla, solitamente, nelle statue è collocata sul palmo della mano di Gesù, in quanto simbolo del potere. I Templari, però, avevano una particolare venerazione per la Madonna. |
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La Lapide Poco lontano dall'altare, sotto il pulpito, c'è una lapide fatta erigere da Maria Campagna Paternò (che appartiene a una delle famiglie più illustri della città) nel 1930. Sulla lapide si parla di Tempio, non di chiesa. "con atto di alta munificenza eresse... Perchè il Tempio di Dio assurgesse a vera dignità di fede cristiana". |
L'effige Piccolissima effige della Madonna della stella mattutina. Incerto l'anno dell'iscrizione: Anno Domini 1112 o 1117? Ma ancora più particolare è la tripla cornice attorno all'effige, quasi si volesse proteggere qualcosa. Forse la Spina Santa donata dalla famiglia De Lerma, legata all'ordine di Castelmezzano. |
L'Altare L'altare che circonda la piccola effige della Madonna della Stella Mattutina. Ai lati della seconda cornice due donne con fattezze egiziane. Sulle colonne piccole facce che richiamano in qualche maniera quello che si pensa essere Bafometto. La statua a sinistra è, poi, conosciuta comunemente come Pietro l'eremita. |
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I Simboli
Particolari, per chi si interessa di simbologia, sono anche gli elementi che decorano la parte alta dell'ingresso attuale della chiesa di Castelmezzano. Orsi, leoni, grifalchi e rose. Tutti elementi che rimandano alla Vergine, al potere di difesa di Dio e ai movimenti artistici legati a Federico II. |
Bafometto Collocato vicino all'ingresso di Palazzo Coiro, c'è questo elemento particolare che, secondo don Mimmo, fa pensare al famoso Bafometto, figura che in qualche maniera entrò nel processo che portò all'estinzione dei Templari. Alcuni testimoniarono che i Templari baciavano e veneravano questa figura. |
Lo Stemma
Lo stemma del comune di Castelmezzano è chiaramente riconducibile al sigillo dei Templari: due cavalieri su un cavallo. Diverse le interpretazioni del sigillo. i due cavalieri, infatti, potrebbero rappresentare sia il simbolo della povertà, sia quello della dualità, della doppia funzione di monaco e guerriero. |
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Tratto integralmente dall'inserto "Speciale Templari" del Quotidiano della Basilicata di Lunedì 9 Gennaio 2006 Le foto sono di Lorenzo Palazzo è vietata la riproduzione.
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Si ringrazia il parroco Don Mimmo Beneventi di Castelmezzano |
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