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Nella chiesa dell'Olmo di Castelmezzano una cerimonia di investitura

"Alzati, ora sei Cavaliere"

Bianchi mantelli e spade per i "Pauper Milites Christi"

 

Stemma del Comune di Castelmezzano

 

di Antonella Giacummo e Giovanni Rosa

Una piccola chiesa, cavalieri dal bianco mantello, spade e giuramenti. Un'atmosfera medioevale. Se non fosse per i flash di macchine fotografiche di tutti i tipi si potrebbe pensare di aver oltrepassato improvvisamente il tempo e lo spazio. E invece, tutto accade proprio nel 2006, teatro la Chiesa Santa Maria dell'Olmo di Castelmezzano (Pz). Seduti tra i banchi, i cavalieri dell'Ordine templare dall'OSMTJ (Ordine Souverain et Militaire du Temple de Jèrusalem) Gran Precettoria della Lingua d'Italia. In attesa dell'investitura ufficiale anche cinque uomini che, dopo una cerimonia durata all'incirca due ore, hanno indossato il mantello, i guanti (che dovranno restare sempre bianchi) e la croce hanno giurato la loro fedeltà eterna all'Ordine. Tra i banchi, oltre a parenti e amici dei Cavalieri, anche gente comune di Castelmezzano, incuriosita dall'arrivo di uomini e donne con mantelli e spade. Qualcuno avrà pensato ad un film, uno dei tanti che si stanno girando in regione. Altri, sdegnati, si sono chiesti come fosse possibile che "una tale sceneggiata venisse permessa in chiesa". Eppure nessuno, in questo piccolo paese nascosto tra le "Dolomiti Lucane", ha potuto resistere: in molti si sono riuniti in chiesa per vedere tutti i passaggi di una cerimonia sicuramente fuori dal tempo e da ogni contemporanea manifestazione. Agli aspiranti cavalieri sono state prima strofinate le mani con la terra. La "sorella cancelliere" ha poi portato una bacinella d'acqua dove ognuno di loro si è lavato. Infine una candela è stata fatta passare sotto il palmo delle mani. Il gran cerimoniere ha infine ufficializzato l'ingresso nell'Ordine, imponendo la spada prima sulla spalla e poi sulla testa degli aspiranti cavalieri che, a quel punto, hanno indossato guanti bianchi e il mantello distintivo. "Alzati Cavaliere", ha recitato il gran cerimoniere. Un annuncio accolto tra gli applausi e le spade sguainate. La Lunga cerimonia, caratterizzata da precisi rituali e da giuramenti che si rifanno all'antico Ordine Templare, si è conclusa con la foto di rito, anche quella scandita da precisi passaggi e da baci tripli e abbracci tra gli appartenenti a un Ordine che si diceva distrutto e che, invece, non ha alcuna intenzione di arrendersi. Neppure al tempo che passa.

Tratto integralmente dal Quotidiano della Basilicata di Domenica 11 Giugno 2006

Le foto sono di Lorenzo Palazzo è vietata la riproduzione.

 

 

 

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